"Benedici o Signore il Mare Adriatico, in cui i cervesi e quelli che fanno affari con essi sono soliti navigare.... Benedici queste acque, le navi che le solcano, i remiganti, i nocchieri, gli uomini, le merci..."
Ancora oggi non sappiamo se si tratta di leggenda o realtà. Si racconta però che nel 1445, Pietro Barbo, Vescovo di Cervia, fosse stato sorpreso da una terribile tempesta in mare e che per placarla diede in pegno alle acque l’anello pastorale; salvando così se stesso e l’equipaggio. Il Vescovo, allora, promise che ogni anno nel giorno dell’Ascensione avrebbe celebrato questo evento con una cerimonia solenne e così è stato, infatti ogni anno si ripete l’evento ed è così che così Cervia si "congiunge" simbolicamente con il mare che la bagna, il Vescovo benedice l’Adriatico e le imbarcazioni che lo solcano, prende l’anello nuziale in cui internamente sono incise le parole "Cervia Sposalizio del mare, anno ..." e dopo aver pronunciato le parole di rito fra cui: "... benedici, Signore, a queste acque, alle navi che le solcano, ai naviganti, nocchieri, uomini, alle merci e a tutte le cose che si trasportano per mare ... ", getta legato ad un nastro l'anello nuziale in acqua, dove un gruppo di ragazzi attende pronto per ripescarlo. Recuperare l’anello è simbolo di buon auspicio e promette fortuna e prosperità l’anello che ormai gli appartiene lo terrà come ricordo o come fede nuziale per quando si sposerà.