Potete chiamarlo anche Beach Tennis, dire che è uno sport internazionale di cui si svolgono campionati mondiali, con una federazione alle spalle (la I.F.B.T.) che ne cura il rispetto del regolamento e gli altri aspetti tecnici, ma rimane sempre che i “racchettoni” sono nati sulle spiagge romagnole come passatempo per chi non riesce a stare tutto il tempo a fare la lucertola immobile sul lettino.
Chi sopra i 30 anni non ricorda l’antenato dei racchettoni, il tamburello, attività prediletta sul bagnasciuga già dall’inizio del secolo scorso? Poi arrivò la racchetta senza corde, con piatto in plastica o in legno. Oggi anche i materiali si sono evoluti, sono diventati più moderni, leggeri e resistenti, come vetroresina, carbonio e kevlar.
La popolarità dei racchettoni è stata favorita enormemente dal fatto che è un passatempo adatto a tutti, anche a chi è privo particolari doti sportive, ma allo stesso tempo genera un’intensa attività muscolare e allena i riflessi; è insieme uno sport divertente e appassionante, ma che non richiede per forza spazi ampi o campi attrezzati.
La popolarità crescente di questo sport sulla riviera romagnola ha portato nel 1997 il Dott. Giandomenico Bellettini a fissare un regolamento e fondare la Federazione, in modo da farne un vero e proprio sport, il Beach tennis, organizzando il primo campionato italiano.
La sua diffusione complessiva è difficilmente quantificabile, ma si può affermare senza dubbio che il beach tennis è lo sport estivo largamente predominante nel litorale romagnolo, da Ravenna a Cervia a Cesenatico, Bellaria, Rimini e Riccione: non c’è o quasi un bagno che non abbia il proprio campo da Beach tennis. Si calcola che solo sulla costa romagnola sia presente almeno il 50% dei campi da gioco nazionali! Più romagnolo di così…