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Folletto romagnolo
Qui in Romagna a farci compagnia è il Mazapegul. Un simpatico e dispettoso folletto che passa le notti ad infastidire le giovani fanciulle e non solo. Lo studioso Giovanni Fantaguzzi, in una cronaca cesenate del 1400, racconta di un folletto innamorato di una giovane massaia e dei dispetti che era solito procurare al suo catino. Tutti sanno che i paesi pullulano di elfi e folletti, creature irreali e graziose con poteri magici, sono tante le storie che si raccontano su di loro soprattutto quelle sul Mazapegul che è diffuso in tutto il territorio nazionale assume di volta in volta compiti, nome ed iconografia differenti. A Bergamo lo chiamano Barbech, Pappoli a Massa Carrara, Farfarelli in Lombardia, Lazio e Sicilia, Mazzamarillo nel teramano Mazz'marill, diviene Mazzamambrillo nell'alto Molise Mazzamambrigl, a Bari diventa U’augurie Scazzamurid in Basilicata, Barabanen a Imola, e molti, molti altri…Pare, però, che l'origine del personaggio sia romagnola, dove lo troviamo oltre che con il nome di Mazapegul anche Mazapeder o Mazapigur o Caicarel o e fuletà. Mazapegul sta per Mazapegolo, secondo la tradizione popolare romagnola questo strano e piccolo animaletto, un po’ scimmia e un po’ bambino, cercherebbe ogni sera un ventre diverso nel quale coricarsi regalando attenzioni alle donne disponibili e dispetti a quelle meno contente. Si racconta che questo buffo folletto si innamora delle giovani di casa, le insegue, scompiglia i loro capelli, si insinua sotto le sottane è geloso e vendicativo, salta sui letti e sulla loro pancia perché imparino a saper portare il loro peso. Passa le notti ad attorcigliare in trecce le code e le criniere dei cavalli nella stalla, rendendo così furiosi i contadini costretti il mattino seguente a impiegare ore per spazzolare le loro bestie. Ha un cappellino rosso che lascia fuori dalla camera della persona che molesta, non fa del male, ma sale sul letto silenzioso e cammina sul petto creando delle difficoltà nel respirare. Spesso si associa la sua presenza al vortice del vento "e fulet". Numerosi sono le accortezze prodotte dagli abitanti delle campagne per tenerlo lontano; dal forcone posto sotto al letto o nelle stalle, alla scopa davanti alla porta, all'inevitabile ricorso al sacerdote-esorcista. A questo punto c’è da chiedersi come facciamo a sapere se il Mazapegul è stato da noi? Si dice che lasci orme di gatto, quindi se si cosparge di farina il pavimento davanti all’uscio della porta, quando passa dovrebbe lasciare il segno! Leggenda o realtà… il mazapegul è un mito che non tramonta mai!
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In sicilia nord-orientale molte sono le storie che parlano di folletti e di piccoli esseri dispettosi...
anch'io da grande voglio fare il marzapegul!
Mia nonna mia ha sempre parlato del Mazapegul, che intrecciava le crini dei cavalli, e che uno, a Borella di Cesenatico, lo aveva visto, mentre tornava a casa di notte, ma sicuramente ci aveva dato dentro col sangiovese....
sono io!sono io!! =)
ADORO I FOLLETTI SN LE CREATURE MAGICHE KE PREFERISCO
PER CLAUDIA Ti lascio il mio indirizzo e-mail Sono il presidente di una associazione culturale che si occupa della ricerca di quello che di Celtico è rimasto nelle nostre tradizioni Romagnole e il Mazapegul è uno di quelle cose. Fatti sentire!
ma cos'e'?
Sono romagnola e cerco più notizie riguardo il Mazapegul. Grazie in anticipo a chi me le vorrà dare. Claudia
anche nel nord sardegna esiste il mito di un folletto simile,,molto dispettoso..che salta sulla pancia delle persone mentre dormono,,e se riesci a togliergli il cappello mentre salta..porta ricchezza e fortuna,,,













Mia nonna raccontava che il "Mazapegual" è un folletto mica tanto simpatico, corpo di gatto con testa e coda di scimmia, che si siede sul petto delle persone vicine a morire, togliendo loro il respiro e annunciando la dipartita!